Per la moratoria delle estrazioni a mare ed a terra

Garantire la salute, l'ambiente, il territorio, le economie delle comunità

No al massimo sfruttamento delle risorse

Per la fuoriuscita dalla economia degli idrocarburi

No alla privatizzazione delle risorse energetiche

che regala a pochi le ricchezze e lascia devastazioni e rischi ambientali

Per un uso sostenibile del territorio

le energie rinnovabili al servizio di un'economia dei beni comuni

Per il diritto sovrano a decidere

no ai modelli autoritari della liberalizzazione delle risorse

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giovedì 11 aprile 2013

Petrolio dalle microalghe? Scoperti composti per realizzare biodiesel e combustibili "verdi"

Pubblicato su Greenreport (vedi articolo originale)

Applicando un approccio simile a quello utilizzato per la scoperta di nuovi farmaci, un team di chimici dell'Università di California - Davis ha scoperto diversi composti che possono aumentare la produzione di "petrolio" utilizzando microscopiche alghe verdi, una potenziale fonte di biodiesel e altri combustibili "verdi".
Il lavoro, pubblicato su Chemical Biology, analizza le proprietà delle microalghe, «Organismi unicellulari che, come le piante verdi, utilizzano la fotosintesi per catturare l'anidride carbonica e trasformarla in composti complessi, compresi gli oli ed i lipidi». Alcune specie di alghe marine possono essere coltivate in bacini di acqua salata e quindi, rispetto alle altre coltivazioni "energetiche", non entrano  in competizione per il suolo o l'acqua dolce con le colture alimentari.

martedì 2 aprile 2013

Terremoti artificiali in Olanda causano danni. Bufera sulle compagnie petrolifere

Pubblicato su Centro Meteo Italiano (vedi articolo originale)

Gli agricoltori che vivono nei campi più grandi d’Europa sono letteralmente infuriati. Nel punto più settentrionale dell’area infatti spirano venti gelidi ed il clima risulta rigido, ma il problema non sono le condizioni meteo. Bensì i terremoti, che stanno aumentando in maniera esponenziale di anno in anno senza che qualcuno prenda effettivamente provvedimenti. Gli abitanti della zona infatti imputano la causa dei movimenti tellurici alle estrazioni di gas che vengono fatte giornalmente nella provincia di Groningen.

domenica 31 marzo 2013

USA, importante perdita di petrolio. La fuoriuscita ha causato l'evacuazione di 22 case in Arkansas

Pubblicato su Corriere del Ticino (vedi articolo originale)

NEW YORK - Exxon Mobil ha chiuso un oleodotto dopo la fuoriuscita di migliaia di barili di petrolio a causa di una rottura: l'incidente è avvenuto nei pressi di Mayflower, in Arkansas. Lo riporta la stampa americana.
Le autorità federali, statali e locali sono sul posto e la società afferma di essere pronta a rispondere alla fuoriuscita di 10.000 barili. L'agenzia per la protezione ambientale ha definito la rottura una «fuoriuscita importante», che ha causato finora l'evacuazione di 22 case. Finora sono stati recuperati 4.500 barili di petrolio e acqua.
L'oleodotto trasporta petrolio da Patoka, in Illinois, al Golfo del Messico.

venerdì 29 marzo 2013

Le mire della Cina sulla Foresta Amazzonica

Pubblicato su Formiche.net (vedi articolo originale)
I dollari e gli euro che la Cina incassa con il suo export non hanno sostenuto, almeno fino ad oggi, la ricchezza e i consumi della popolazione. Ma, con una super scorta di riserve valutarie, Pechino può concentrarsi su un piano di investimenti oltreconfine in grado di spiazzare anche un’economia potente come quella Usa. Il cash cinese fa gola soprattutto ai Paesi in via di sviluppo, che cercano risorse sviando al canale del Fondo monetario internazionale. E Pechino sa bene su quali settori puntare. E’ la risposta al fabbisogno energetico e quello alimentare il pensiero fisso della nuova leadership del Paese.

giovedì 28 marzo 2013

Perù: stato di emergenza per contaminazione di petrolio

Pubblicato su Zeroemission (vedi articolo originale)

Durerá novanta giorni l'emergenza contaminazione da petrolio lanciata dal governo peruviano, che punta il dito contro le attivitá petrolifere della compagnia argentina Pluspetrol, da dodici anni attiva nell'area. L'adozione della procedura di emergenza per contaminazione da petrolio prevede un monitoraggio immediato dei rischi ambientali a cui sono sottoposti gli indigeni che vivono lungo il bacino del fiume Pastaza. Secondo il ministero dell'Ambiente, la contaminazione mostra alti livelli di piombo, bario e cromo così come petrolio e composti correlati. Da decenni si denunciano costanti fuoriuscite di petrolio nella regione, tanto che il sedimento del fiume è, secondo Sixto Shapiama, presidente della Federazione Quichua di Pastaza, "completamente contaminato". La Pluspetrol, il piú grande produttore di petrolio e gas naturale in Perú, ora "dovrá ripulire ciò che è stato contaminato - ha detto Manuel Pulgar Vidal, ministro dell'Ambiente del Perú - Pluspetrol ha iniziato lo sfruttamento petrolifero nella zona nel 2001, ma sappiamo che l'azienda si è comportata male nei confronti dell'ambiente - ha detto Pulgar-Vidal - Ad un certo punto, l'azienda ha anche attuato un programma di riabilitazione, ma non è stato fatto correttamente". (s.f.)

Fracking: è ufficiale, è stato la causa del grande terremoto in Oklahoma

Pubblicato su Petrolio, uno sguardo dal picco (vedi articolo originale)

Davvero clamorosa la news uscita ieri su Bloomberg, e senza dubbio destinata a sollevare discussioni in tutto il pianeta. Ricordate la famosa questione del fracking che può causare terremoti? Questione ancora controversa, ma per nulla superata: malgrado i meno informati deridano l'ipotesi come una sciocchezza, sono le compagnie petrolifere le prime ad aver ammesso che la loro stessa attività di perforazione idraulica può causere sismi.

martedì 26 marzo 2013

Petrolio dagli scisti, la minaccia nascosta del fracking aggrava il riscaldamento globale

Nel solo North Dakota nel 2012 emissioni equivalenti a quelle di 750mila automobili.

Pubblicato su Greenreport da Pietro Greco (vedi originale)

Qualcuno l'ha definita la nuova frontiera. Qualcun altro, la nuova era del petrolio. Quel che è certo è che negli Stati Uniti ferve la nuova "corsa all'oro nero" e che  lì, nel North Dakota, la più grande economia del mondo sta sperimentando su larga scala la via per uscire dalla dipendenza dall'estero e diventare, entro il 2020, il primo produttore mondiale di petrolio, avendo imparato come estrarlo a basso costo, anche con le tecniche chiamate di fracking, dagli scisti bituminosi: ovvero da rocce intrise di idrocarburi.

Contaminazione da petrolio in Amazzonia, Perù accusa la Pluspetrol

Pubblicato su Adnkronos.com (vedi originale)

Lima, 26 mar. - (Adnkronos/Xinhua) - Durerà 90 giorni l'emergenza contaminazione per la regione amazzonica lanciata dal governo peruviano, che punta il dito contro le attività petrolifere della compagnia argentina Pluspetrol, da 12 anni attiva nell'area. L'adozione della procedura di emergenza per contaminazione da petrolio prevede un monitoraggio immediato dei rischi ambientali a cui sono sottoposti gli indigeni che vivono lungo il bacino del fiume Pastaza.
Secondo il ministero dell'Ambiente, la contaminazione mostra alti livelli di piombo, bario e cromo così come petrolio e composti correlati. Da decenni si denunciano costanti fuoriuscite di petrolio nella regione, tanto che il sedimento del fiume è, secondo Sixto Shapiama, presidente della Federazione Quichua di Pastaza, "completamente contaminato". La Pluspetrol, il più grande produttore di petrolio e gas naturale in Perù, ora "dovrà ripulire ciò che è stato contaminato", ha detto Manuel Pulgar Vidal, ministro dell'Ambiente del Perù.
"Pluspetrol ha iniziato lo sfruttamento petrolifero nella zona nel 2001, ma sappiamo che l'azienda si è comportata male nei confronti dell'ambiente - ha detto Pulgar-Vidal - Ad un certo punto, l'azienda ha anche attuato un programma di riabilitazione, ma non è stato fatto correttamente". Lunedì, il governo peruviano ha pubblicato gli standard di qualità ambientale per la prima volta, la fissazione di limiti accettabili per i contaminanti nel suolo.

sabato 23 marzo 2013

Gli Usa verso l'addio al petrolio. Entro il 2050 si raggiungerà l'indipendenza energetica

Pubblicato su Tiscali Scienze (vedi articolo originale)

Alla fine il grande cambio di direzione sembra esser stato intrapreso. L’America ha deciso di voltare pagina, facendo a meno del petrolio come carburante per la loro mobilità su strada entro il 2050. La decisione porterà ad un taglio dei gas effetto serra che si aggira attorno all’80%. Mancano ancora molti anni al 2050, ma il Dipartimento dell'energia degli Stati Uniti sembra aver fissato un calendario ben preciso, che fissa tempi e obiettivi. Il combustibile fossile, stando alle fonti vicine all’amministrazione Obama, potrebbe persino scomparire dal settore dei trasporti. Secondo il rapporto stilato dal governo entro i prossimi 40 anni circa sette veicoli su otto venduti in California potrebbero essere a zero emissioni.